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Olio di Cbd o olio di semi di canapa? Una guida

olio e semi di canapa
Olio di canapa e olio di semi di canapa: due nomi molto simili, ma una differenza essenziale. Facciamo un po’ di chiarezza, per evitare di incorrere in errori durante l’acquisto.

Si fa tanto parlare, e giustamente, dei benefici della canapa, degli effetti positivi che il Cbd (cannabidiolo) può avere sul nostro corpo e sul nostro sistema nervoso. Ma c’è poca chiarezza, specie quando si vuole procedere all’acquisto di questo o quell’altro prodotto, su cosa sia l’olio di canapa.

La distinzione

E qui è necessario fare la prima distinzione, perché sui siti di informazione è possibile trovare tutta una serie di nomenclature diverse, che molti reputano sinonimi, ma che di fatto non lo sono. Come si estre l’olio di canapa? Ecco dunque che c’è chi parla di olio di canapa, chi di olio di semi di canapa, chi di estratto di Cbd o ancora chi di olio di Cbd. Ciò che manca, in un mondo visto ancora da molti con diffidenza, è senza dubbio la chiarezza. Se dovete procedere, magari per la prima volta, all’acquisto dell’olio di canapa, è bene avere le idee molto chiare. Anzitutto la prima distinzione necessaria: l’olio di canapa non coincide con l’olio di semi di canapa.

L’olio di semi di canapa, estratto da semi sterilizzati, è ricco di acidi grassi, omega 3 e 6, ma non contiene né Cbd né Thc. Non si tratta, quindi, di olio di Cbd. Quello che in commercio si trova con il nome di olio di canapa, invece, contiene sia il principio attivo sia il cannabidiolo, in percentuali differenti a seconda della genetica della pianta che li contiene. Per essere legale, naturalmente, la percentuale di Thc deve essere inferiore allo 0,6%, limite consentito in Italia.

Nomi simili, utilizzi differenti

Se l’olio di semi di canapa può essere utilizzato come condimento per i cibi o per la realizzazione di cosmetici, l’olio di canapa, invece, può essere utilizzato per ottenere tutta una serie di benefici dal punto di vista fisica. E quindi in caso di artrite o dolori di tipo muscolare o a livello di articolazioni. È ottimo anche come antinfiammatorio e per curare problemi della pelle, come eczemi o dermatiti. Ultimi aspetti positivi, ma di certo non secondari, sono il rafforzamento del sistema immunitario e l’alleviamento dei disturbi alle vie respiratorie. Ma le distinzioni tra gli oli non finiscono qui. Prima di provare i benefici dell’olio di Cbd, infatti, bisogna anche considerare che ne esistono di differenti tipologie in commercio: olio grezzo di Cbd, olio di Cbd decarbossilato, olio di Cbd formula gold.

Tre tipi di olio di Cbd: a cosa servono?

L’olio grezzo è l’ideale per curare infiammazioni localizzate, così come per placare gli effetti della nausea o il dolore derivante da problemi muscolari ed articolari. Gli specialisti lo consigliano anche nell’alleviamento dei dolori derivanti dalle malattie autoimmuni. La variante dacarbossilata – ossia l’olio grezzo sottoposto ad un processo di riscaldamento – agisce in maniera efficace nella cura di fenomeni legati al sistema nervoso, come ansia o stress, e ancora depressione e incapacità di dormire. Alla pari dell’olio grezzo, può essere efficace anche per curare infiammazioni localizzate o persistenti.

L’olio di Cbd formula gold, invece, deriva da un processo di distillazione senza solventi, con concentrazione di Cbd, nonché di acidi grassi, terpeni e vitamina E. Si stima che per produrre 1 chilo di olio gold servano oltre 3 chilogrammi di olio di Cbd decarbossilato. I benefici nell’assunzione di questo olio si relazionano sempre a livello neurologico. Ecco quindi che sono efficaci per curare dolori cronici come emicranie, fibromialgia e intestino irritabile.

L’olio di Cbd sul mercato

Ma come si presenta, sul mercato, l’olio di Cbd? Non si tratta per forza del classico olio, ma può essere venduto, ad esempio, in capsule o softgel. Sono le due “formule” più diffuse. Nelle capsule è presente l’olio di Cbd essiccato, mentre i softgel sono gelatina vegetale combinata con olio extravergine: questa tipologia, se preparata a regola d’arte, presenta le dosi più precise. Diffusi sono anche gli spray o le gocce di olio di Cbd, così come le pomate a base di olio di canapa, da applicare direttamente sulla pelle. Diffusi sono anche i concentrati, i vaporizzatori a cartuccia e gli e-liquid per sigarette elettroniche.

L’importanza dell’etichetta

Con il boom della canapa legale e la tolleranza anche a livello legislativo – sempre se i livelli di Thc sono inferiori allo 0,6% – sono moltissime le aziende produttrici italiane che si sono buttate nel business della cannabis light, producendo oli di vario tipo e sorta. Impossibile consigliare un marchio piuttosto che un altro, ciò che ci sentiamo di consigliarvi è di controllare con grande attenzione l’etichetta di ciascun prodotto che andate ad acquistare. Controllate il tipo di olio di canapa, se grezzo, decarbossilato o gold, e successivamente la concentrazione in Cbd. È fondamentale avere ben chiaro in mente quali effetti positivi si vogliono ottenere, se agire a livello fisico, muscolare o neurale.