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Il Cbd non è più una sostanza proibita per lo sport

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Il Cbd non è più una sostanza proibita per chi pratica sport. A deciderlo è stata l’AMA – Agenzia Mondiale Antidoping – a fine 2017. Una notizia accolta con grande favore da molti atleti e addetti ai lavori.

Proprio così, a partire da gennaio 2018, gli atleti e chi pratica sport possono fare uso di cannabidiolo anche se impegnati in competizioni ufficiali. Con un avvertimento – che appariva comunque chiaro – il Thc resterà sulla “black list” delle sostanze vietate. Del resto si tratta del principio attivo più potente della marijuana.

Buona notizia per alcuni atleti

Che il Cbd non sia più una sostanza proibita per lo sport è una notizia che sin dal principio è stata accolta favorevolmente da quegli atleti che hanno successivamente scelto di sfruttare il cannabidiolo per i propri allenamenti e, più in generale, per la propria vita sportiva. Il Cbd, infatti, è utilizzato per migliorare il recupero muscolare e viene sfruttato con ottimi risultati anche in programmi alimentari e diete. Il cannabidiolo è solo uno dei cannabinoidi che l’Ama ha deciso di togliere dalla lista delle sostanze vietate. Allo stesso tempo però l’agenzia continua a vietare alcuni cannabimimetici, delle sostanze composte in modo sintetico, che vanno a riprodurre, nei fatti, gli effetti della cannabis sul corpo.

Attenzione alla concentrazione di Thc

Ma l’Agenzia Mondiale Antidoping, nel dare via libera agli atleti nell’utilizzo del Cbd, è stata molto chiara. Il Cbd non è più una sostanza proibita nello sport, ma bisogna fare molto attenzione. Questo perché il cannabidiolo che viene estratto dalle piante di marijuana potrebbe avere al suo interno una concentrazione variabile di Thc, che è e rimarrà una sostanza proibita. Se un atleta decide quindi di sottoporsi a delle terapie a base di Cbd o intende introdurre la canapa nella propria alimentazione, deve rivolgersi solo a produttori affidabili e certificati.